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AQUILA UKULELE FESTIVAL 2020

01- 02 August, 2020, Arborea Sardinia ITALY

Artist

Uke Swing

Uke Swing

Italia

http://ukeswing.com/

Frances’Follies & Strings

Frances’Follies & Strings

Italia

www.francesfollies.com

ANDY EASTWOOD

ANDY EASTWOOD

United Kingdom

http://www.andyeastwood.com/

Venue

Arborea

Nella Sardegna centro-occidentale, al centro di uno stagno bonificato, sorse negli anni Venti del XX secolo una cittadina in stile liberty, oggi tra i centri agropastorali più produttivi dell’Isola

Immersa nel verde dei campi a 17 chilometri dal capoluogo Oristano e popolata da quattromila abitanti, in parte discendenti di coloni provenienti per lo più dal Veneto, Arborea ha la tipica struttura regolare delle città di fondazione fascista, con edifici improntati a un grande eclettismo. I viali rettilinei e paralleli sono alberati e le case a due piani in stile liberty e neogotico sono circondate dal verde. Gli edifici pubblici si affacciano sulla piazza principale, dove sorge anche la chiesa parrocchiale del Cristo Redentore (in stile tirolese). Nel palazzo comunale si trova la Collezione civica archeologica, raccolta di reperti della necropoli romana di s’Ungroni.

Arborea sorse nel 1928 al centro dello stagno di Sassu appena bonificato. A proposito non mancare la visita all’idrovora, inaugurata nel 1934, che ti colpirà per dimensioni e forme moderniste e futuriste. Sparse nei viali troverai tante altre strutture un tempo sedi amministrative dell’attività di bonifica. Ribattezzata ‘Mussolinia di Sardegna’ (1930), la cittadina assunse il nome attuale nel 1944, alla fine del conflitto mondiale. Oggi è costituita da un centro e da borgate rurali, dotata di moderne aziende agro-zootecniche, industrie di trasformazione e un avanzato sistema di servizi associati.

Il suo territorio è di notevole interesse naturalistico: nello stagno s’Ena Arrubia, vicino alla costa, vive un gran numero di uccelli palustri. L’ampia distesa sabbiosa della Marina d’Arborea è contornata da una splendida ed estesa pineta, dove potrai rinfrescarti dopo una giornata di sole al mare. A circa nove chilometri sui bordi dello stagno troverai il borgo di pescatori di Marceddì, dominato dalla cinquecentesca Torrevecchia. Da qui arrivano sui tavoli dei ristoranti locali tante prelibatezze. Tra i prodotti di agricoltura e allevamento, invece, quelli più rinomati sono latticini e frutta, tra cui le fragole a cui ogni anno, la prima domenica di maggio, viene dedicata una sagra. L’ultima domenica di ottobre si celebra, invece, la sagra della polenta, con possibilità di degustazioni della celebre pietanza veneta con formaggio, salsiccia e spezzatino.

https://www.sardegnaturismo.it/it/esplora/arborea

Idrovora di Luri

L’idrovora di Sassu, inaugurata il 4 novembre 1934 alla presenza delle massime autorità fasciste dell’isola, si segnala per la sua altezza nel territorio piatto e per le forme moderniste e futuriste che la rendono assai differente dalla contemporanea idrovora di Luri. Il prosciugamento dello stagno di Sassu, uno specchio d’acqua di circa duemila ettari, aveva rivelato comunque un terreno paludoso e sabbioso, dal quale era necessario drenare e raccogliere acque stagnanti e malariche. Ciò obbligò a ricorrere all’uso del cemento armato nelle strutture dell’idrovora, che divenne l’emblema della seconda fase della bonifica integrale nella piana di Terralba. L’edificio, dovuto all’ingegnere Flavio Scano, ha soluzioni decisamente innovative, proprie del Futurismo e del Razionalismo, ma collegate a riferimenti di matrice fascista. Il tema ricorrente è infatti il fascio littorio come elemento sia decorativo sia simbolico. I corpi di fabbrica asimmetrici presentano sia elementi curvilinei e meccanici sia elementi più regolari. Il parallelepipedo centrale, con finestre in lunghezza, unisce i due corpi laterali, che hanno forme a semicilindro percorse da lunghe semicolonne nella parte più alta e da aperture orizzontali in quella più bassa. La torretta d’ingresso alle linee elettriche ha una copertura che si protende a sbalzo, sulla quale si innalza un piccolo corpo quadrato con una serie di dentelli, che richiamano un trasformatore elettrico.

San Giovanni di Sinis

Uno dei luoghi più suggestivi del golfo di Oristano, parte centro-occidentale della Sardegna: colori sgargianti in ogni stagione, mare cristallino e panorama mozzafiato, ovunque si diriga lo sguardo, scenografiche insenature.
Un tempo borgo di pescatori, oggi rinomata località balneare. San Giovanni, frazione di Cabras a sud della penisola del Sinis tutelata dall’area marina, si trova lungo la strada che conduce all’antica città di Tharros e, più a sud, allo scenografico capo San Marco. La spiaggia si estende per circa due chilometri fra la colonia fenicio-punica (poi romana) e Funtana Meiga, con un parcheggio adatto anche ai camper. Si affaccia su un m​are cristallino con fondale ricco di specie ittiche e flora marina, paradiso per diving, snorkeling e pesca subacquea. ​Venti costanti contribuiscono a renderlo meta di appassionati di surf.

Il paesaggio di dune di sabbia è inframmezzato da rocce di arenaria e basalto e dalla suggestiva torre spagnola, intitolata a san Giovanni e costruita da Filippo II tra 1580 e 1610 per far fronte alle incursioni piratesche. Si erge a 500 metri dall’arenile e si raggiunge passeggiando lungo una poco impegnativa salita.

Prima di diventare centro turistico molto apprezzato, San Giovanni di Sinis era un villaggio di pescatori, famoso per caratteristiche capanne di giunco, ​che fino alla seconda guerra mondiale si allineavano l’una accanto all’altra sulla costa oristanese. Oggi è un paesello con bar, ristoranti e strutture ricettive, animato d’estate. Nella piazza centrale si trova una piccola chiesa paleocristiana, risalente al V secolo, in principio a croce greca e in seguito restaurata a croce latina.

Nel territorio di Cabras, a est di Tharros c’è la s​piaggia di mare Morto, tranquillo approdo per imbarcazioni da diporto, mentre a ovest si stende un chilometro di rocce. Nei 30 chilometri di costa dell’area protetta, che comprende anche l’isola di Mal di Ventre, si immergono nel mare turchese spiagge di finissimi granelli di quarzo, le tre meraviglie di Is Arutas, Maimoni e Mari Ermi. Lungo la strada per Is Arutas, potrai dare un tocco diverso alla vacanza, passando per San Salvatore di Sinis, scenario di film western e meta della processione della Corsa degli Scalzi. Spostandosi da falesie e dune di sabbia verso l’entroterra ecco le lagune: lo stagno di Cabras e Mistras, punti di sosta per gli amanti del birdwatching. In città è imperdibile una visita al Civico museo archeologico, dove è custodita parte della più grande scoperta archeologica di fine XX secolo nel Mediterraneo: le statue di pietra dei Giganti di Mont’e Prama, simbolo identitario della Sardegna.

Travel Information

Arborea è un comune in provincia di Oristano in Sardenga servita dalla strada provinciale 49e non distante dall’aeroporto di Cagliari.

Per maggiori informazioni visitate questa pagina.

Hotel & Restaurant

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ALBERGO “DON BOSCO”

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